Muse – Undisclosed Derires
Miei cari Muse, dopo un cd deludente iniziamo anche con i video scadenti? Avete delle responsabilità verso i vostri fans e soprattutto verso i Lost che vi scopiazzano citano di continuo…
I know you’ve suffered So che hai sofferto
But I don’t want you to hide Ma non voglio che tu lo nasconda
It’s cold and loveless E’ freddo e senza amore
I won’t let you be denied Non permetterò che tu lo neghi
Soothing Rassicurandoti
I’ll make you feel pure Ti farò sentire pura
Trust me Fidati di me
You can be sure Puoi essere certa
I want to reconcile the violence in your heart Voglio riconciliare la violenza nel tuo cuore
I want to recognize your beauty is not just Voglio riconoscere che la tua bellezza
a mask non è solo una maschera
I want to exorcise the demons from your past Voglio esorcizzare i demoni del tuo
passato
I want to satisfy the undisclosed desires Voglio soddisfare i desideri non rivelati
in your heart nel tuo cuore
You trick your lovers Prendi in giro i tuoi amanti
That you’re wicked and divine Per questo sei maliziosa e divina
You may be a sinner Forse sei una peccatrice
But your innocence is mine Ma la tua innocenza è mia
Please me Compiacimi
Show me how it’s done Mostrami come è possibile
Tease me Tormentami
You are the one Sei l’unica
I want to reconcile the violence in your heart Voglio riconciliare ecc…
I want to recognize your beauty is not just a mask,
ecc…
Please me,
ecc…
I want to reconcile the violence in your heart,
ecc…
Femminile Perché?
La vicenda di Marrazzo ha scatenato la gara ad accaparrarsi il trans ospite in studio e la testimonianza del cliente. Perché gli uomini si rivolgono ai trans? La risposta è sempre la solita.
E’ la solita risposta che davano le prostitute quando era scandaloso e trasgressivo servirsi di loro, è la solita risposta che davano le ragazze dell’est, o le cubane, o le sudamericane in generale, quando era di moda chiedersi perché gli uomini italiani pescavano in certi luoghi le mogli.
Perché sono più femminili, sono più dolci, sono più comprensive: ti ascoltano.
Innanzi tutto sarebbe da chiarire che la femminilità con la donna non ha nulla a che vedere. La donna è donna, punto. Il concetto di femminile è una questione maschile che racchiude tutto ciò che è gradito agli uomini, ovvero una certa sensualità, un corpo aggraziato, un modo di camminare, di porsi, che conquista e in certa misura ammalia. Quindi c’è la donna femminile, quella che piace agli uomini, e c’è la donna non femminile che è quella che non piace agli uomini.
La femminilità di certe categorie è dunque lo strumento per esercitare la professione, non certo testimonianza della benedizione delle tre Grazie.
E poi certo che ascoltano, comprendono, confortano. Sono deboli. Così come le donne nel passato sono state deboli e dovevano blandire, intenerire, circuire, per ottenere qualcosa. Adesso le donne possono puntare i piedi, decidere di non ascoltare perché in fondo spesso non c’è nulla da ascoltare se non il lamento di un ego che vuole essere ritemprato.
E adesso la novità dei trans, che oltre a essere deboli sono femminili senza essere donne: il delitto perfetto per l’uomo che concupisce la femminilità ma disprezza la donna.
Nb Margherita Hack non è femminile, ma è di certo una Gran Donna.
The Good Wife. La Vicenda di Marrazzo.
Mi dispiace per Piero Marrazzo ma ancora di più per averlo sentito definire le sue frequentazioni “debolezze”.
Ora, che nell’intimo un politico stia con un appartenente dello stesso sesso, un trans, o un mix delle due cose, finché è tra adulti consenzienti e la situazione non ricade nel penalmente rilevante (p.e. la prostituzione, uso privato di auto blu), sinceramente non mi importa.
Però, poi, ci rifletto su. Un politico non dovrebbe mettersi nella condizione di essere ricattato perché prima o poi il ricatto arriva e a quel punto o si cede o ci si autosospende, ma l’autonomia e l’indipendenza necessaria per il proprio lavoro sono compromesse.[Lo so, vivo in Italia, e queste considerazioni possono apparire permeate di una comicità involontaria]
Piero Marrazzo ha dimostrato di essere ricattabile. Peggio, di non saper gestire la situazione nè di avere consiglieri che sopperissero a tale mancanza ( la scelta di uno staff adeguato è fondamentale per il successo di un uomo pubblico, e rivelatrice delle capacità dell’uomo stesso). Ancora peggio, ha ceduto al ricatto.
NB l’immagine è la locandina di “The Good Wife” legal drama della Cbs che prende spunto dal recente scandalo sessuale che ha coinvolto l’ex procuratore di Ny. Anche qui abbiamo una donna la cui vita familiare e privata è travolta dai media: suo marito, procuratore, è stato ripreso e ricattato per prostituzione. Anche la moglie di Marrazzo, la giornalista del Tg3 Roberta Serdoz, ha fatto sapere che non intende lasciarlo e di voler tenere la famiglia unita (fonte Sole24ore). Che dire, anche lei una “good wife”.
Un Astrologo a Oslo
Questa presumibilmente doveva essere la disposizione degli astri al momento della nascita di Obama, e tra i membri che decretano l’assegnazione dei Nobel, qualcuno deve averla calcolata, letta, interpretata: complimenti. Roba da far impallidire John Dee.
Non c’è una sola motivazione che sta in piedi a rigor di logica per l’assegnazione del Nobel per la pace a Obama, ma soprattutto c’è fraintendimento su cosa sia la pace che non è mera assenza di guerra, ma una condizione di benessere diffuso in cui gli uomini possano vivere nel rispetto di principi inviolabili, quali per esempio, quelli espressi dalla carta dei diritti dell’uomo.
Obama potrà anche ritirare le truppe dall’Afghanistan, e non lo farà, potrà anche essere l’incarnazione dell’american dream, e una parte di mondo – anche in occidente – rifiuta quell’idea tipicamente americana di come è un uomo che ce la fa, potrà anche rappresentare a new hope, e Lucas potrebbe risentirsi e chiedere il copyright, ma per la pace non ha fatto nulla di concreto, nè è possibile dire se riuscirà a fare qualcosa di memorabile. Salvo poi ricadere nel fraintendimento della parte per il tutto, e quindi se riesce a migliorare le condizioni dei ceti più disagiati statunitensi è un po’ come se lo avesse fatto anche nel resto del mondo.
Il Nobel, anche ammettendo sia stato attribuito come scelta strategica, a tutt’oggi è motivo di imbarazzo politico e disagio personale per Obama, nonchè un plateale affossamento di quella che poteva essere la nascita di un Grande della Storia, perché si diventa grandi segnando il proprio tempo, non ritrovandosi a inizio carriera una bacheca già montata e piena di premi che anziché essere testimonianze di un lavoro svolto, hanno il sapore del porta fortuna e del “che dio te la mandi buona”.
Dono d’Amore: Meglio un Diamante di un Plagio
Sono stata accusata di essere cinica e poco romantica nel criticare “A te ” di Jovanotti – qui il post - e nell’affermare contestualmente:
A di preferire decisamente un diamante come dono d’amore (e sinceramente, se me ne gettassero addosso uno con sommo dispezzo, me lo terrei con la gioia nel cuore e il sorriso sulle labbra)
B di amare i diamanti in generale.
C’è una canzone di Alejandro Sanz ” A la primera persona” che è molto simile in musica e intenzione del testo a “A te” di Jovanotti. O meglio. A te di Jovanotti è molto simile a ” A la primera persona”. Anche se, trattandosi di Jovanotti si parla non di plagio ma di “le note sono sette/ la melodia è semplice/molte melodie si assomigliano”
Le note sono sette e alla fine brani simili saltano fuori, ma al mondo non esistono due diamanti uguali. Ogni diamante è unico e irripetibile.
Caso Polanski: L’Arte Nobilita il Crimine.
Oscar Wilde non si tirò indietro dal processo che lo vedeva imputato a causa della sua condotta di vita immorale (leggi omosessualità). Arrivati a una condanna ormai certa gli venne offerta la possibilità di espatriare, evitando la galera. Rifiutò la vita di esiliato di lusso e affrontò due anni di lavori forzati. Lui. Il dandy, l’esteta, lo squisito oratore. l’Artista.
Roman Polanski violenta una ragazzina di 13 anni. L’attira con la falsa promessa di un servizio fotografico per Vogue, rifiuta di accompagnarla a casa quando lei - intuita la menzogna - simula una crisi d’asma per andare via. La fa bere, le somministra allucinogeni, la sodomizza. Fa quello che gli pare.
Ma lui è un’artista, ha vinto un premio oscar in contumacia, soffre in latitanza da ben 32 anni. E in questi 32 anni, e a fronte della carriera cinematografica, lo stupro cessa di essere moralmente e penalmente rilevante per essere considerato un episodio spiacevole, la sua pedofilia cessa di essere il lato oscuro della persona, per divenire una circostanza all’epoca dei fatti. Il tempo è galantuomo,si dice, e un reato particolarmente odioso, a distanza di così tanto tempo, fa apparire il carnefice vittima.
Questo è quello che pensano i cosiddetti artisti, esponenti illustri del mondo dello spettacolo.
Quindi: stupratori e pedofili correte a iscrivervi al dams, frequentate scuole di cinema, girate un corto, scrivete un libro, fotografate il mondo: se sarete bravi le vostre perversioni penalmente rilevanti saranno percepite come una sfumatura dell’artista, sarete al di sopra della legge. E se paesi bigotti e puritani come gli Stati Uniti, l’Inghilterra, o la Svizzerra non l’accetteranno, c’è sempre la Francia, nazione in cui anche un terrorista e uno stupratore può ambire a vivere in liberté egalité fraternité.
Nb Ricorrente nella difesa: la pena deve essere commisurata al reato. Certo, ma Polanski non ha mai scontato la sua pena.
L’Ironia dei Muse Vs l’Italietta della Ventura. Video
Avete presente il film in cui Totò e Nino Taranto riescono a vendere a quel provincialotto americano la Fontana di Trevi?
Ebbene ieri pomeriggio, a Quelli che il Calcio, c’è stata la rilettura moderna della situazione grazie alla Ventura. Solo che stavolta eravamo “noi” i provincialotti ignorantelli.
I Muse hanno chiesto di potersi esibire dal vivo come loro consuetudine, ma non è stato possibile accontentarli. Finzione per finzione si presentano sul palco con i ruoli batterista\cantante invertiti: Mattew Bellamy prende posto alla batteria che finge di suonare in modo vistosamente sconclusionato, mentre Dominic Howard, il vero batterista, prende posto dietro il microfono esibendosi in un playback degno dei calciatori della nazionale durante l’inno di Mameli.
Che simpatica irriverenza, la Ventura applaudirà al loro modo di scardinare i meccanismi preconfezionati della tv? No. La Ventura non intervista, lei *esegue* le interviste. Tasto on e off.
Tasto on: Simona Ventura va dritta di filato incontro a quello che presume essere il cantante iniziando l’intervista con la consueta finta ammirazione che riserva a chiunque. Inizia il dispiegamento di informazioni imparate a memoria: so che sei fidanzato con una psicologa italiana… So che vivi a Como… E Dominic Howard (che inizia a preoccuparsi: forse adesso è lei che prende in giro me?) tenta di lanciare qualche messaggio: no, il nostro *batterista Mattew Bellamy* è quello fidanzato con una ragazza italiana…
Tasto off: la Ventura ringrazia i Muse per essere stati ospiti lì, da lei. I Muse ringraziano per aver un aneddoto che non li lascerà mai a corto di argomenti. E di certo a Dominic Howard non capiterà mai più di essere intervistato con tutti i crismi che si concedono al leader di una band.
Che tristezza.
Beninteso che se la Ventura ci ha messo la faccia, tutto lo staff (autori, redazione e regia) ha gravi e pesanti colpe.
Punti Fermi. Nella Vita.

Arriva un momento nella vita in cui il il desiderio di mettere punti fermi, porre pietre inamovibili, diventa necessità. Lo chiamano “crescere”.
Anche per me è arrivato quel momento, e non mi sono fatta cogliere impreparata.
Ho deciso di eliminare una volta per tutte la “d” eufonica, ma soprattutto ho deciso per la giustezza dello scrivere sempre “sé” anche quando il pronome è seguito da “stesso” e “medesimo”. Stabilito che il pronome sé deve essere accentato, deve essere sempre accentato: con o senza rischio di confusione con il “se” congiunzione.
Adesso che ho le mie certezze posso reputarmi – di diritto - membro rispettabile della società, e non più immatura ****enne…
NB è wordpress che nei tag cambia il sé con il sè.
A Ciascuno la Schiavitù che Sceglie

In una eventuale mia prossima vita voglio rinascere gatto di un umano con la mia stessa adorazione per i mici, potendo così dare voce al mio lato oscuro – antidemocratico, schiavista, opportunista e menefreghista – tenendo saldamente nelle mie zampine di born-again-gatto la vita di un essere umano. Anche più esseri umani.
Fino ad allora devo rassegnarmi all’idea di dover tenere aperto il balcone della mia camera, di notte, perchè ai miei gatti non sono sufficienti gli altri tre lasciati aperti apposta per loro, ringraziando gli dei che non mandino *me* a dormire fuori al balcone.










